martedì 30 settembre 2014

I Cibi cotti di nonna Anna

Via F. Galiani, 30 -all'interno del mercato coperto della Torretta-
Aperto solo a pranzo tutti i giorni tranne la domenica.
Tel.: 081.68.28.44

Se vi trovaste impegnati in una discussione su osterie e trattorie a Napoli, state certi che qualcuno vi citerà "''a nonna" nel mercatino della Torretta e con l'aria di colui che ha vissuto un'esperienza esclusiva vi guarderà prima con una compiaciuta ma studiata espressione di stupore, poi facendo roteare la mano e storcendo in giù gli angoli della bocca vi dirà: "mamma mia, non sai che ti sei perso finora...".
In effetti chi non abita o lavora in questo angolo della città, difficilmente si troverà ad entrare nel mercato coperto e ancora più difficilmente lo farà per accomodarsi a mangiare. Bisogna proprio venirci apposta.
Stanco di assistere alla sceneggiata di cui sopra, decido di entrare nel club esclusivo di coloro che hanno pranzato da Cibi cotti e approfittando di una bella giornata di sole di fine settembre, dedico la mattinata ad una passeggiata sul lungomare che indirizzo sino a via Ferdinando Galiani. 


Dopo avere curiosato tra le bancarelle, varchiamo la soglia del mitico luogo: pochi tavoli, una paio di avventori ( che scopriremo quotidiani da decenni), la cucina a vista, una vetrina del caldo dove è esposta la "merce"... 
Non mi dilungo, faccio solo un elenco di quel che ricordo di avere visto: pasta e fagioli, pasta e patate, riso e verza, sartù di riso, pasta e cavoli; melanzane imbottite, orata in umido, calamari ripieni, patate e totani, merluzzo alla siciliana, polpette fritte, polpette al sugo; panzarotti, palle di riso, frittatine e altro assortimento di fritto.

Premesso che avrei volentieri assaggiato tutto, ma per evitare di restare poi incastrato nella porta all'uscita, decidiamo di limitarci ad una porzione di sartù di riso e ad una riso verza che accompagniamo con il vino della casa (falanghina o piedirosso).


Chiedendoci perchè a casa non facciamo più frequentemente il riso con la verza, dall'odore forte e persistente, delizioso con una bella spolverata di parmigiano ci divertiamo a guardare l'immagine della signora Anna ritratta come la regina dei fornelli che fa bella mostra di se proprio sopra di noi.


In effetti questo è il regno della cucina classica napoletana, la porzione di sartù che abbiamo mangiato è regale e dice chiaramente che qui si mangia come capitava a casa dei nonni, i sapori rendono onore alla sapienza di questa arzilla novantenne, che regala quotidianamente ai suoi clienti.


Il primo non ci basta, ma arrivare a prendere un secondo piatto è cosa ardua perchè il locale in pochi minuti è diventato una bolgia di persone desiderose di accaparrarsi i buoni piatti proposti, da gustare ai tavoli o da portare a casa (c'è da scommettere che più di qualcuno avrà spacciato per sua qualche delizia di Cibi cotti). 


Conquistiamo l'ultima polpetta fritta (grande, croccante fuori, morbida e gustosa all'interno) che accompagniamo con ottime zucchine alla scapece e una bella porzione di merluzzo alla siciliana, ricca di pomodorini, olive e capperi che più che descrivere è meglio invitare a mangiare in loco tale è la varietà di profumi e sapori che emana.


Al nostro tavolo si accomodano altre persone con le quali inevitabilmente si finisce per fare quattro chiacchiere. Lavorano in zona, frequentano Cibi cotti tutti i giorni ed anche oggi che è sabato non hanno saputo resistere al richiamo della signora Anna. 


Facendomi largo tra la folla raggiungo la signora intenta ad asciugare le stoviglie; simpatica, gioviale, dalla pelle che non tradisce la sua età ci divertiamo scambiandoci qualche battuta. Pretende che la si chiami 'a nonna (come facevo con la mia di nonna) perchè "'o signore sta solo in cielo" e fintamente preoccupata delle foto che un pò tutti le fanno "ma con tutte ste fotografie, nun è che me fanno nà fattura?!?!" ci lascia con un bacio e con un "ue, io vi aspetto in settimana un'altra vota!".... nientedimeno!!!

I costi sono meravigliosamente pop: due primi, due secondi, una bottiglia di vino, una di acqua 14,40 euro (7,20 euro a persona)