martedì 6 agosto 2013

Mangiare fuori è vivere un'emozione

Una delle ragioni per cui è nato questo blog è ritrovarsi a discutere di cibo relativamente alla difficile situazione economica nella quale ci troviamo da tempo. Purtroppo con il passare dei mesi ci troviamo costretti a dovere scegliere cosa fare dei pochi soldi a nostra disposizione e dunque tendiamo a tagliare tutto l'effimero, poi il non strettamente necessario, il necessario ed infine -addirittura- lo strettamente necessario.

Chiaramente un pasto fuori casa, è tra le voci più facilmente eliminabili, eppure con quanta malinconia si cede a questa spending review familiare; una bella maglia è necessaria per il nostro decoro, l'elettrodomestico ci aiuterà nella quotidianità della nostra abitazione, un pensierino è indispensabile se si viene invitati ad una festa, ma certo non daranno quell'emozione di una bella serata in coppia, in famiglia o con gli amici di sempre trascorsa a gustare piatti squisiti, in una location da ricordare.

Mangiare fuori è un atto anti-economico: non è strettamente necessario, si esaurisce nel tempo del pasto e può essere deludente.

Soprattutto la delusione può fare andare fuori di testa: "Ho voluto concedermi qualcosa che mi costerà sacrificio, perchè dovrò tagliare da qualche altra parte il budget previsto, e sono completamente insoddisfatto del regalo che mi sono voluto concedere".

Molto spesso i ristoratori, probabilmente per ridurre i costi o forse per mancanza di amore e lungimiranza per il proprio esercizio, propongono una cucina sotto le attese a prezzi davvero eccessivi, un servizio scadente o comunque non al pari della cucina, una cura del locale meno che sufficiente; tutte situazioni che allontanano noi clienti e ci fanno maledire il momento in cui abbiamo pensato di passare la nostra serata fuori casa.
Eppure, diciamoci la verità, se ci troviamo in un locale ben gestito, con un servizio impeccabile, una bella vista e un'attenzione speciale al cliente, anche una spesa superiore al budget che ci eravamo prefissati non ci farà rimpiangere la spesa e torneremo a casa felici (anche se non sazi :-)); o diversamente, se andiamo in una trattoria, spendiamo anche meno di 20 euro, un piatto non ci è piaciuto troppo, ma il resto ha denotato una forte attenzione alle materie prime, il servizio è stato cordiale e familiare, il gestore vi invita a visitare l'angolo cantina per offrirvi un cordiale, torneremo ancora contenti.

Come fare dunque, se ancora riusciamo a rubare un momento per noi stessi e non rimanere amareggiati dopo il dolce di fine pasto?
Informarsi innanzitutto: il posto certo lo avranno visitato prima di voi dunque potrete evitare brutte sorprese su prezzo, location e attenzione al cliente leggendo recensioni in giro E poi conoscere, approfondire, essere curiosi: le qualità e i costi delle materie prime (le meravigliose alici costano pochissimo e sono gustose come pochi altri pesci eppure non costano molto), i vini abbinati (un ricarico del 50% è più o meno onesto, ma una bottiglia che paghereste in enoteca 8 euro, al ristorante non possiamo essere felici di pagarla 20 euro).

Mangiare fuori è vivere un'emozione che si ricorderà, che si condividerà nel tempo con coloro che l'hanno convissuta, che porterà con se gli odori, i sapori, i colori, i rumori di quella giornata.

Parlando, confrontandoci, incontrandoci, aiutiamoci a vivere ancora nuove emozioni.