martedì 9 febbraio 2016

La dea d'oriente ovvero Tokyo-Napoli andata e ritorno

Che cosa ci fanno insieme un nigiri e un crocchè di patate? Che ci azzeccano gli hosomaki e la montanara al ragù? Come possono condividere la stessa tavola un uramaki ed una margherita?


Sono alcune tra le lecite domande che ci si poteva porre imbattendosi nella brochure pubblicitaria dell'evento "La Dea d'oriente", un'originale serata promossa dalla giornalista Laura Gambacorta,  durante la quale il sushi avrebbe incontrato la nostra amata pizza.


La maggiore curiosità del vostro vorace cronista era comprendere come Il simbolo del fighettismo della prima decade del nuovo millennio si sarebbe sposato con la bicentenaria icona della gastronomia pop napoletana ma, soprattutto, come avrebbero interagito i due mondi che girano attorno a queste due idee di cucina.


Ciro Coccia e Vittorio Lucci sono gli autori di quest'originale incontro tra Napoli e Tokyo;
Ciro, pizzaiolo celebre e pluripremiato, "di buona famiglia", è tra i protagonisti assoluti del rilancio della vera pizza napoletana nonché il padrone di casa essendo ospiti della sua Dea Bendata; Vittorio è il patron di Giappo Pozzuoli, uno dei locali che hanno reso pop la cucina nipponica in Campania, praticando una intelligente politica prezzo-qualità abbinata ad una continua opera di promozione culturale dello stile di vita giapponese.


Quella che sembrava una bizzarria, si rivela un divertente confronto: i fritti napoletani 2.0 di Genny Aurora e la tempura, realizzata da Laura Buonario, sembrano gemelli separati alla nascita (d'altro canto, apprendiamo da Vittorio che  la tempura ha origini europee); 



il sushi, fresco, leggero, discreto nei sapori, introduce splendidamente la strepitosa pizza marinara con san marzano e alici di cetara; sin anche la classica birra  giapponese Asahi si alterna bene con le artigianali trentin-partenopee Fravort presentate da Armando Moscardella.


La sala è piena, gli avventori sono in larga parte clienti abituali de La Dea Bendata, alcuni poco o per nulla avvezzi alla cucina giapponese, eppure, messo da parte lo scetticismo iniziale, c'è grande apprezzamento per le proposte della serata; due culture gastronomiche apparentemente così distanti, hanno trovato un momento di sintesi notevole e, con nostra grande soddisfazione, decisamente pop!



Si chiude con il delizioso tortino di mela annurca e nocciola di giffoni realizzato da Federica Morra -l'altra metà del cielo de La Dea Bendata- accompagnato dal takara plum, un dolce vino alle prugne.


Potevo mai saltarmi un yama to hashi de jibundori (selfie con montanara e bacchette)?