mercoledì 9 settembre 2015

Mozzarella italiana prodotta in Polonia? Non è vero!

E quindi, se vi trovate a Firenze e volete farvi una bella caprese, potreste mangiare una freschissima mozzarella polacca.

ph scattidigusto.it

Dopo la polemica sulla mozzarella nera, ecco un'altra notizia che lascia interdetti.
Il presidio che Coldiretti effettua al Brennero in questi giorni, ha rilevato tra le insalate olandesi di Battipaglia e le celeberrime verdure fresche svedesi di Bergamo, anche questa nuova interessante variante produttiva del nostro oro bianco.


Non è la prima volta che si ragiona sulle imitazioni delle nostre eccellenze: prodotti che non hanno nulla a che fare con i luoghi d'origine, realizzati in ogni angolo del mondo, senza tenere conto di alcun disciplinare. Basta storpiare leggermente il nome et voilà ogni problema è superato: ecco dunque il Parmesan, il Chianti classico bianco e la pasta di grano tenero.


L'oggetto della nostra indignazione è stavolta la produzione di mozzarella STG (Specialità tradizionale garantita) all'estero da parte di un'azienda italiana: l'ALIVAL.


Il gruppo toscano, celebre per avere inventato il Condipizza (!), dal 2008 ha acquisito lo stabilimento Latteria Tinis a Rzepin, borgo di 6500 abitanti al confine con la Germania, dove produce anche ricotta e burro.

ph alimentando.info

"La sede di Rzepin si colloca nel cuore dell'Europa. Da questo posizionamento strategico, la logistica ne ha guadagnato in termini di efficienza e risparmio; a solo un'ora di auto da Berlino, lo stabilimento ha così la possibilità di trovarsi al centro ideale della distribuzione europea" recita il sito di Alival, sottolineando gli importanti vantaggi logistici.


Aggiungiamo pure che il prezzo del latte in Polonia è la metà di quello italiano e che la mano d'opera (per quel poco che è utile visto l'alto livello di automazione dell'impianto) è molto a buon mercato ed ecco dunque il vantaggio di produrre sulle rive dell'Oder e poi spedire la mozzarella fresca (fresca) a Firenze, 1300 km di distanza.


Ecco un bel modo per fare soldi buttando all'aria secoli di tradizione gastronomica italiana, ancora una volta degli imprenditori che pur di massimizzare i propri investimenti ritengono di "aprire nuove ed innovative strade produttive".


Questa mossa non pare abbia portato tanti benefici all'azienda della famiglia Fanucchi, tanto che nel 2013 sono stati costretti a vendere alla emiliana Nuova Castelli, già produttrice di gorgonzola e parmigiano reggiano, ma soprattutto tra i più grandi distributori europei di formaggi.


A sua volta la Nuova Castelli era già stata acquisita (con quote attorno all'80%) dalla Charterhouse Capital Partners di Londra, un fondo d'investimenti con sede tra il London stock exchange e la cattedrale di Saint Paul.
Il fondo, sino al 2001 di proprietà della HSBC, una dei gruppi bancari più grandi della terra, ha partecipazioni un po' in ogni campo dal nucleare al farmaceutico, dai fondi pensione all'industria pesante all'alimentare.


Negli ultimi anni la società è un po' chiacchierata nel mondo della finanza in quanto, a differenza di altri fondi simili che si propongono di crescere e far crescere le proprie società per almeno un decennio, lavorano cercando di massimizzare gli investimenti in tempi molto brevi. D'altro canto, tocca tenersi stretti i propri investitori americani (57%), asiatici (13%) e mediorientali (7%).

Probabilmente, ammirati dalla simile intraprendenza imprenditoriale di Alival, quelli di Charterhouse non avranno esitato un attimo ad acquisire il gruppo che ha consentito loro di entrare dalla porta principale nel mercato italiano dei formaggi di qualità e delle mozzarelle... anche di bufala campana!

Il brivido corre sulla pelle quando si scopre che Alival ha tra i suoi brand Mandara, della quale detiene il 49%. Dunque a Mondragone c'è un pò tutto il mondo dietro la produzione di bocconcini e ricottine.

Constatato che sarà sempre più difficile difendere le nostre eccellenze dall'invasione di imprenditori stranieri, men che meno se non punteremo continuamente sulla qualità ed artigianalità dei nostri prodotti, dobbiamo ammettere un errore in questo post: non c' nulla di italiano in quella mozzarella prodotta in Polonia.


Fonti
http://www.alival.it/download/Bilancio-Sociale-SA-8000-Anno-2013.pdf
http://www.alival.it/rzepin/prodotti.asp
http://www.castelligroup.com/profilo-aziendale/storia.html
http://www.charterhouse.co.uk/portfolio
http://www.wsj.com/articles/infighting-roils-veteran-british-buyout-firm-1420515182#