sabato 20 giugno 2015

Domibellique, l'armonia dei contrasti

Via Filippo Saporito, 58 Aversa
tel. 081.811.10.55

Quando ho voglia di un posto diverso, dove mangiare un panino che non sia il solito, trascorrendo qualche ora in un ambiente informale ma con una sua ricercatezza, allora penso al Domibellique.


Ho imparato a chiamare correttamente questo localino solo da un po' di tempo, immaginando chissà quale francesismo nascondesse, ed invece proprio il nome ne dichiara le intenzioni: in latino domibellique è l'incontro tra l'essere in pace e in guerra, un'espressione per esprimere una inaspettata armonia nei contrasti.


Il Domibellique sorge nel secentesco complesso conventuale di S.Agostino degli scalzi ad Aversa ed è arredato nell'idea minimal chic tanto in voga oggi :pellame, legno truciolare, metallo riciclato e poi cornici disseminate sui muri che si alternano a lavagnette con citazioni sul cibo, sedie e bicchieri che paiono scompagnati eppure che creano una piacevole equilibrio. 


Il richiamo ai contrasti è continuo e connota, evidentemente, anche lìdea gastronomica di questa moderna tavernetta.


La cucina a vista -è sempre una garanzia per gli avventori- consente di assistere alla preparazione dei piatti, realizzati con bella maestria e con prodotti evidentemente freschi. La proposta del locale si basa su panini, carne al piatto e ricche insalate, arricchita da interessanti stuzzichini e da ammalianti taglieri.


I prodotti sono, per quanto possibile campani, anzi casertani, ed è una scelta fortemente voluta da Raffaele De Chiara, Antonio e Dario Ferrara, Antonio Di Puorto e Raffaele Bianco, amici e soci di un'impresa a lungo sognata.


Alla interessante proposta di vini (anche in questo caso i prodotti di Terra di lavoro la fanno da padrona) si affianca un altrettanto piacevole offerta di birre di struttura, tra le quali spiccano le belghe Grinbergen.


Da Domibellique, non potete iniziare a chiacchierare al tavolo senza una porzione di fantastiche bucce di patate fritte. E' dai tempi delle abbuffate nei bistrot di Francia che non mi capitava di mangiarne e vi assicuro che quando ne avrete assaggiato una porzione, sarete d'accordo con me (magari ordinandone subito una seconda...) 


Ovviamente ci sono molti altri appetizer, buoni ed appetitosi come queste fragranti frittelle.


Birra, bucce di patate e stuzzichini assortiti, vi saranno necessari per affrontare una inaspettata fatica: il menù! Qui ogni piatto ha il nome di un trattato, di una pace sottoscritta chissà dove o di uno dei famosi belligeranti della storia e dunque, a meno di non conoscerlo già a memoria ( o di essere Alberto Angela), preparatevi a 10 minuti di studio.


Che scegliate una Pace di Costanza (una caprese DOP), un Trattato di Neully (entrecòte scozzese, con patate, rosmarino e salsa alle radici di liquirizia), un Washington (una bella merenda con mortadella, composta di cipolle di tropea, miele, aceto balsamico, caciocavallo podolico e patate) o un Roosvelt (il mio preferito, un panino con hamburger di scottona, pomodoro ramato, insalata, cipolle di tropea arrosto, crema di Parmigiano reggiano 36 mesi e patate alla paprika) vivrete un'esperienza di gusto estremamente interessante.



Le preparazioni sono tutte abbastanza diverse dal consueto panino o dalla tipica insalata, con un continuo ridondare tra il dolce ed il salato, andirivieni non sempre apprezzato dagli habitué dei classici pub, eppure così unico da far tornare praticamente tutti in questa taverna, vogliosi di confrontarsi ancora con questa originale proposta.



E' ricca anche l'offerta di dolci, tutti preparati in cucina, anche se non sempre al livello degli altri prodotti del menù. 


I costi: nonostante l'apparenza, dal Domibellique si cena tranquillamente agli stessi prezzi di altri pub meno interessanti eppure pretenziosi. Bucce di patate, birretta e panino sui 15 euro, qualcosa in più se si sceglie un tagliere. Ovviamente il prezzo sale per le carni al piatto.