martedì 16 giugno 2015

Campania mia, la caverna di Alì Babà dei golosacci!

Via Belvedere, 112
Tel. 328.85.62.466

Ma che ci fanno Faby Scarica e Michele Maresca, rispettivamente chef e pasticciere di Villa Chiara, dietro un bancone di salumeria, intenti a fare chissà cosa, tra mortadelle e caciocavalli?


Non ci troviamo di fronte ad un ridimensionamento della proposta dell'agriturismo di Vico Equense, bensì assistiamo all'incontro tra giovani che hanno creduto fermamente in un'idea e l'hanno realizzata, ognuno seguendo un percorso differente.


Abbiamo già imparato a conoscere l'estro, le capacità e la simpatia di Faby e Michele (ed Arturo) nel nostro post su Villa Chiara, ma chi è questo giovanotto con il mio stesso taglio di capelli, che è riuscito ad organizzare l'incontro in questi 12 metri quadri a via Belvedere?


Ciro Arenella sino a quattro anni fa non aveva alcun contatto con il mondo del food. Arrivato ad un punto della vita nel quale ci si trova a fare delle scelte obbligate, con soli 5 mila euro in tasca, scommette tutto su di un'idea: valorizzare le eccellenze campane creando un punto vendita in piena città.


All'idea ha fatto seguito un vero e proprio tour regionale alla ricerca del buono, con l' obiettivo di imparare a selezionare i prodotti veramente meritevoli di un investimento tanto radicale.


Ciro, nonostante sia originario della zona orientale della città, sceglie il Vomero ( con quel cognome...) come il luogo ideale per mettere su bottega. La scelta fu azzeccatissima, tanto che dopo soli sei mesi si è trovato a traslocare per avere spazi più ampi (pensa dove stava prima che cos'era...)


L'effetto, almeno per i golosacci di cose buone, è quello di trovarsi nella caverna di Alì Baba: non c'è centimetro cubo di questo negozietto che non sia promotore di eccellenza, non c'è scaffale dove scorgere qualcosa della quale ignoravi l'esistenza e che sai che ti tormenterà sino a che non l'avrai assaggiata, non c'è prosciutto che non racconti una storia lunga e piena di fascino, ne formaggio che parli con un dialetto antico dell'entroterra campano.


E poi tonno in cento varietà, the in buste da lettera, birre artigianali a go go, una scelta di vini da fare impallidire qualche enoteca che si da un certo tono, sale al limone, mortadelle prodotte da artigiani bolognesi: Ciro non si è limitato a prodotti esclusivamente campani, ma ha voluto offrire alla sua clientela molto di più (d'altro canto con gli spazi che si ritrova ha poturo farlo...)



Da Campania mia, non ci si limita solo a comprare, ma ci si incontra, si assaggia, si impara ovviamente sempre nello stile del padrone di casa: con competenza e simpatia, intelligenza e giovialità, si approfondisce con leggerezza il valore dei prodotti proposti. Faby e Michele si sono cimentati nella realizzazione di tanti finger usando alcuni tra i gioielli che Ciro commercializza, una piccola sfida dai risultati stupefacenti.   




Dalle bruschette alla puttanesca allo sgombro con pesto e caviale di olio al peperoncino, dai bigne con crema di ricotta e salmone alla ricciola marinata agli agrumi, dalla mortadella piastrata con cioccolato de Saò Tome ai frutti della passione alle piccole delizie al limone, è tutta una grande festa. 




Ciurilli, patè di olive ciazzane, carciofini sott'olio, provolone, zenzero e molti altri prodotti sono stati gli ispiratori di altre piccole delizie.





Campania mia è davvero una bella scoperta (almeno per noi, visto che ne hanno parlato davvero tutte le guide del buon mangiare), un buon riferimento per i poppers per avere accesso a dei prodotti normalmente proposti nei ristoranti di alta gamma, a dei giusti prezzi da salumeria.


E il selfone salumiere poteva mai mancare?!? Certo che no...