mercoledì 6 maggio 2015

Le lezioni di tedesco della Paulaner hefe-weissbier dunkel!

Lezione di tedesco applicato.
Il termine Hefe in Germania vuol dire lievito, weizen si traduce in frumento, dunkel significa scuro. 
Combinando le parole otteniamo la Hefe-weissbier dunkel che vuol dire... una grande bevuta!!!


Il caldo comincia a bussare alle finestre, quale modo migliore per concludere la nostra serata con una fresca birra tedesca? Oggi mi piace parlarvi di questa Paulaner strepitosa per un motivo che credo nessuno potrà contraddire: è l'unica che mi è rimasta in frigo!


Ma non crediate che sia una birretta qualunque! Io sono fortunato, ho uno "spacciatore" di bevande luppolate di straordinaria competenza che mi indirizza sempre verso il meglio e dunque eccomi a gustare uno dei cardini della tradizione brassicola monegasca: la weissbier dunkel, letteralmente la birra bianca...scura o meglio la birra di frumento tradizionale della Baviera.



Scelgo un weizenbecker, il bicchiere alto da mezzo litro, con la svasatura in alto, nato proprio per controllare la abbondante schiuma che questo tipo di birre produce una volta versata. 
Che schiuma ragazzi! Diciamoci la verità, il momento in cui si affronta questa candida apertura è come i preliminari di una stuzzicante sex-session, un petting sensuale che annuncia il godimento del primo vero sorso. 
Ma prima di lasciarmi andare al piacere, con uno sguardo ammiccante, ammiro la mia compagna di stasera. 



La Paulaner hefe-weissbier è torbida per i lieviti in sospensione decisamente  presenti in questa categoria di birre, è di un colore caldo, come il legno di ciliegio, dovuto all'uso del malto Monaco. E' evidentemente una birra corposa, che emana odori intensi e dolci.
Un degustatore professionista, al primo assaggio direbbe che questa meraviglia, nonostante la vigoria, è molto beverina, morbida, tonda, ma non appartenendo alla categoria, non ho grandi pretese di valutazione e me la scolo come fosse l'ultima della vita!

Che relax ragazzi! Alterno sorsi pieni di dunkel con assaggi di salame semi fresco (ricordo della "fellata" della Santa Pasqua napoletana) che affetto al momento sul mio tagliere ikea.


Faccio un ultimo sorso, saluto il monaco paolano che è su quella bottiglia da ormai 381 anni e me ne vado a letto felice.