martedì 21 aprile 2015

Nursia, la birra dei monaci benedettini. Peccato non provarla!

Chi ama la birra non può che rallegrarsi: i monaci del monastero di Norcia che sorge sul luogo natio di San Benedetto e Santa Scolastica, si sono dati all'alcool!!!
Come è noto alla maggior parte dei birromani, la nostra bevanda è stata prodotta da religiosi sin dal primo medioevo; i fraticelli, d'altro canto, ce l'hanno scritto nel DNA: Ora et labora, prega e lavora, è il modo in cui la regola benedettina riassume il Vangelo.


La notizia risiede nel fatto che dopo le coltivazioni biologiche, la pubblicazione di libri e la realizzazione di album musicali (Hey, il nuovo Benedicta dei Monks of Norcia è disponibile ora!), i "norcini" hanno aperto un secondo birrificio benedettino in Italia dopo quello di Cascinazza.



Il birrificio è stato concepito dai religiosi con la speranza di condividere con gli altri la gioia che nasce dal proprio lavoro così da santificare il Signore  in tutte le cose. In una frase “ut laetificet cor”, che allieta il cuore.

Potevamo mai fare torto a degli uomini di Dio e non assaggiare la loro birra?!?
La Nursia (ovviamente Norcia è presente anche nel nome) è attualmente prodotta in due tipologie. La prima a vedere la luce è stata la bionda, una ale leggera, d'ispirazione belga, da bere durante tutta la giornata per la sua freschezza e leggerezza. 


In seguito, visto il successo della bionda, è nata la Nursia Extra, una dubbel dalla struttura più complessa, bella forte (10°), più scura e corposa. L'abbiamo gustata, neanche a dirlo, con salumi di Norcia (l'abbinamento con un lardo dei monti Sibillini ci ha mandato in brodo di giuggiole).

Se avete l'occasione di imbattervici, cogliete al volo l'opportunità di rendere grazie al Signore nel modo più gustoso possibile. E' peccato non farlo!