lunedì 23 marzo 2015

Beer gourmet: quando la formazione ci fa (bere) bene

Ha senso parlare di un corso? Perchè fare il resoconto di una giornata di formazione nella quale si sono approfonditi aspetti tecnici di un mestiere che non è il nostro? 


La risposta è si: la formazione permanente è necessaria, addirittura indispensabile nel caso in cui il proprio lavoro coinvolge l'altro, cioè il cliente, cioè noi tutti!   


L'evento di cui parliamo oggi, rientra nell'ambito del Beer Gorumet, una serie di azioni promosse dalla Loco for drink, società di distribuzione di cibo e bevande di qualità, che, andando oltre la semplice vendita di un prodotto, punta all'obiettivo di diffondere la cultura birraia.

Fabio Ditto, patron della Loco for drink

Che cosa caratterizza una Warsteiner herb? In cosa si differenziano le birre dunkel come la Konig Ludwig, dalle altre birre di Monaco? Che tipo di birra è la Twaithes 9° e dove è prodotta? E poi, come si spillano? Come si conservano? Quali sono gli abbinamenti migliori per offrirli alla propria clientela?

Le fasi della corretta spillatura

Quante volte vi è capitato di andare in un pub, una pizzeria o una bar, ordinare la vostra birra preferita e trovarla strana, diversa da come la conoscete, addirittura cattiva. Quante volte vi è capitato che uno dei ragazzi di servizio vi abbia chiesto cosa mangiate per poi suggerirvi qual è la birra migliore da abbinarvi? Anzi, 90 volte su 100, vi chiederà innanzitutto "che bevete?".

Grande adesione alle giornate Beer Gourmet
Beer Gourmet, dunque ci è necessario. Un publicaner o un gestore che sa come spillare e servire la birra che propone, è fondamentale perchè la nostra esperienza in quel locale sia felice. E sarebbe straordinaria se trovassimo dei cibi buoni, ben abbinati, originali (ed ovviamente al giusto prezzo). 

Fabrizio Costa
Fabrizio Costa, uno dei massimi esperti italiani di birra già da un ventennio, si è occupato della parte alcolica; Venerando Velastro, quel gran pezzo di figliolo che sarebbe capace di affumicare anche il suo alluce pur di assaggiarne il sapore, ha suggerito dei piatti in abbinamento. 


La Warsteiner Herb, una pils a doppio luppolo, amara senza eccessi e con dei begli aromi erbacei, è stata abbinata ad una mozzarezza del caseificio Borlotti di Capaccio, proposta con salmone affumicato, glassa di aceto balsamico e carota nera.


Alla Konig Ludwig, classica, meravigliosa, evocativa dunkel monegasca è stato ovviamente abbinato il celeberrimo Kaminwurst di quel geniaccio di Sabatino Cillo


Infine, laTwaithes, poco nota (a me addirittura sconosciuta) lager inglese dalla bella forza e dal gusto interessante (ci trovo comunque tutta la cultura delle ale inglesi, nonostante sia una lager), è stata abbinata con la pasta e fagioli. Non crediate fosse una cosa qualunque: la pasta (di Pastificio dei Campi) è stata precedentemente affumicata sul bbq e poi cotta e poi presentata in una pagnotella... 

Peppe del Trincanotte, un riferimento nell'agro aversano

La menzione d'obbligo è per tutti coloro che hanno scelto di parteciparvi. Gestori e proprietari di pub, pizzerie, birrerie, vinerie, si sono messi in discussione, hanno investito parte della loro giornata in un'attività che molti altri colleghi avranno immaginato come una perdita di tempo. 

Nando Velastro con i ragazzi del Vomero:  Big Pit e Mc Cool's

Beer Gourmet come occasione di incontro, confronto, discussione, empatia e collaborazione tra operatori del settore, appassionati, distributori, giornalisti, food bloggers e scribacchini come il sottoscritto. Azioni necessarie affinchè il buono ed il giusto, la cucina POP come la intendiamo noi, siano sempre più patrimonio di tutti.  

Selfie da tavolo con Fabio D'Amore di assaggidiviaggio.it, Nino "Clyde" Calenda home brewer e Salvatore del Brew inn

Selfie Sorrentino!

Selfie alcolico post corso con Vineria 56, Fabio D'Amore e Venerando Velastro