mercoledì 17 dicembre 2014

La cucinaPOP di Massimo Andrei

Massimo Andrei, napoletano, per i frequentatori di metropolitana e youtube è il notissimo protagonista delle pillole di Cogito Ergo Sud. Attore, regista, autore (per il teatro, la tv, il cinema, la radio ma anche di splendidi brani musicati da Nicola Piovani, Peppe Barra e Lino Cannavacciuolo), ha fatto parte delle compagnie di Vincenzo Salemme, Carlo Giuffrè e Mario Scarpetta. 



I film da lui scritti e diretti (Mater Natura, vincitore di numerosi premi alla 62ma Mostra del cinema di Venezia e Benur, gladiatore in affitto), che consiglio vivamente di vedere, sono sempre in equilibrio tra commedia e dramma sociale. 


Quale occasione migliore per porre le nostre celebri (!) domande a Massimo Andrei, della messa in scena al teatro Sancarluccio di Napoli di " Un POP antico", il suo ultimo lavoro teatrale, che racconta la divertente storia di Arturò, uno chef in crisi spirituale tra il nuovo ed il tradizionale, tra mousse di pesce destrutturato e mulignane a fungetielle? 

Ciao Luca, sono felice di rispondere alle vostre domande: io do una grande responsabilità al cibo e, nonostante sia una frase fatta, credo davvero che noi siamo quello che mangiamo. Pensa che, quando per motivi di lavoro sono costretto a saltare uno o più pasti, divento di un tale cattivo umore che rischio addirittura di piangere... potrei definirmi un "cibopatico"!

Se questa è la premessa, credo che ne sentiremo delle belle. 
Qual è il piatto che ti ricorda di più la tua infanzia?
La pasta e lenticchie e non perché mi piacesse particolarmente. Per mia mamma era un piatto che faceva tanto bene a noi bambini e dunque lo riproponeva nel nostro menù. Mio padre decisamente non apprezzava la pietanza e dunque, ogni settimana, erano grida e strepitii che ancora oggi ricordo.

ph mammaoggi.it

Da grande invece, qual è il tuo pasto perfetto?
Qualunque occasione nella quale vengono servite le cozze; non importa in che modo vengono preparate, ma se è la stagione giusta il mio pasto perfetto non può prescindere da un'impepata, una zuppa o un piatto di spaghetti con le cozze. Apprezzo anche la grande cucina regionale italiana ed ovviamente in particolar modo la campana, con ragù e genovese in prima fila.



Sono curioso di conoscere qual è il piatto che secondo te deve essere assaggiato almeno una volta nella vita.
Senza dubbio l'anatra all'arancia. Non l'ho mangiata spesso, ma ricordo che la prima volta che mi è stata preparata da una signora di Verona, è stata una folgorazione, un piatto davvero succulento, buonissimo. Naturalmente parliamo di un'anatra all'arancia ben preparata e purtroppo non tutti ne sono capaci.



E' un piacere parlare con Massimo, è un interlocutore gradevolissimo ed interessante. Vediamo quale sarà il suo aneddoto sul cibo.
Questa non posso non raccontarla. Qualche anno fa curavo la regia di un evento per una grande casa di moda. Le sfilate sarebbero durate tre giorni e tutta la produzione era ospite a casa del celebre stilista. Per usarmi una cortesia, insistettero perchè ordinassi per pranzo qualcosa di cui avevo davvero voglia e optai per un ragù.



Dovetti spiegare come concepiamo noi napoletani questo sugo, il tipo di carne necessaria e la pasta "speciale" che si sarebbero dovuti procurare: gli ziti.
Dopo qualche ora, in attesa del pranzo, noi della regia, lo stilista e le modelle ci godevamo un pò di relax a bordo piscina. L'atmosfera esclusiva fu interrotta dalla cuoca, che non sapeva se cucinare quella pasta, intera o divisa a metà.
ph lucianopignataro.it
Feci portare un colapasta e reclutai due delle top model presenti, trasformando un aperitivo alla moda in una popolare cucina napoletana nella quale spiegavo l'importanza dell'uso dei pezzettini di pasta rimanenti (vrenzule o crastulelle)! Neanche a dirlo, il ragù andò finito in cinque minuti.

Davvero straordinario Massimo, sei davvero un portatore sano di cucinaPOP!
Grazie davvero per la tua simpatia che è possibile cogliere -ovviamente per chi si trova in zona- al teatro Sancarluccio in questi giorni. 
Chiudiamo con uno degli snack di Massimo Adrei, perfettamente in tema.