mercoledì 2 aprile 2014

Il gateau di patate (il gattò)

La cosa ti sembrerà strana, ma anche a casa tua è possibile riprodurre i piatti semplici e genuini che mangiavamo da piccoli, senza ordinarli in rosticceria o aspettare che la tua vicina ti offra gentilmente un piatto che le è avanzato. Si, d'accordo, dovrai sporcarti le mani e perdere qualche minuto in più, ma mica puoi sempre mangiare la pasta aglio e olio?!?


I commenti sono riferiti a mio fratello Fabio, non espertissimo dell'uso della patata in cucina. Anche questa ricetta è
Cucina for dummies!

Cosa devi avere:
1 kg di patate (dovrei dirti a pasta bianca o vecchie ma so che è gia tanto che fai la spesa)
300 gr di fiordilatte ( se è di Agerola è meglio, molto meglio)
200 gr di salame napoletano (dì al salumiere che devi fare il gattò e lui saprà come tagliarlo)
100 gr di parmigiano grattugiato
100 gr di pecorino romano grattugiato (il romano a casa nostra)
4 uova
qb latte 
qb sale
qb pepe
qb pane grattatugiato
qb burro, sugna (strutto/nzogna) o olio

qb vuol dire quanto basta. Ti chiederai... quanto basta? Non ti preoccupare vedrai nella ricetta; in fase di spesa vuol dire che se non ne hai in casa devi comprarlo.

Preparazione
1: Lessa le patate. Vuol dire: prendi la pentola alta che hai (quella per gli spaghetti), mettici il tuo chilo di patate, riempila d'acqua, mettici un coperchio e via sul fuoco. Le patate saranno pronte quando infilando un coltello entrerà senza sforzo. 
Verifica la cottura delle patate
2: Pela le patate. No, non vuol dire quello che stai pensando, siamo in cucina. Devi dimostrare di avere delle mani di amianto e sbucciare le patate ancora calde solo con le mani! Se non ce la facessi a superare questa prova che ogni signora napoletana affronterebbe senza battere ciglio, metti la pentola sotto l'acqua corrente e fai raffreddare un po le patate. Prendile una ad una e con un pelapatate ( che chiaramente non hai quindi con un coltello) sbucciale velocemente. Se non ti viene via la buccia facilmente forse dovevano essere cotte ancora un poco; in ogni caso ti scriverò poi come fare delle bellissime patatine fritte con questa buccia azzeccata ad un pò di polpa;

3: Schiacciale. Poni le patate in un bel contenitore e fai come si faceva una volta: schiaccia le patate con la forchetta. Oggi si usa lo schiacciapatate, ma certo, tu non lo hai...

4: Aggiungi. Se le patate risultano un pò asciutte aggiungi un mezzo bicchiere di latte tiepido ( tu aggiungilo comunque); contestualmente aggiungi anche i formaggi e le uova che avrai sbattuto in un piatto fondo e con l'aiuto di una forchetta aggiungendo un pizzico di sale fino e un pizzico più grande di pepe macinato; 



5: Sporcati le mani. E' venuto il momento che racconterai ai posteri: adesso impastando questo intruglio proverai la soddisfazione e l'orgoglio di esserti avvicinato alle tue radici, di sentire sotto le tue dita la storia dei monzù (poi ti dirò chi sono), ti sentirai finalmente libero dal complesso di non capire la differenza tra un sarago e una mela annurca, potrai dire la tua quando ci si chiede: ma tu, il gattò, come lo fai? 
L'impasto sarà pronto quando tutto sarà amalgamato, non ci sarà traccia dell'uovo e addirittura potrai già assaggiarlo per capire se è il caso o meno di aggiungere anche sale. In questa fase puoi anche aggiungerci del tuo: prezzemolo, burro, noce moscata, nzogna...


L'impasto è pronto, le teglie unte, il ripieno è tagliato

6: Ungile. Prendi la/le teglie di alluminio (sono monouso e non devi lavarle, puoi congelare il gattò sia crudo che cotto e cacciarlo quando ti serve, puoi farne dono alla vicina di casa e spararti le pose un a volta tanto) e un cucchiaio di burro (o sugna/strutto/nzogna o olio); con il calore della tua mano ungi tutta la superficie, anche i bordi.


7: Stendile. Stendi una parte del tuo composto e cospargilo di salame e fiordilatte (che avrai tagliato a listarelle o pezzettini); ricopri con una seconda parte di composto e infine cospargi il tutto di pane grattugiato. Sul pane potrai mettere ciuffetti di burro ( o strutto/sugna/nzogna) o un filo di olio ( un filo, non ci devi fare la frittura).



8: Accendile. Poni il forno a 180° e quando la lucina si spegne (vuol dire che ha raggiunto la temperatura) inforna il tuo capolavoro per 30 minuti. Il gattò sarà pronto quando la parte superiore sarà dorata.

9: Mangiale. Non mangiarlo subito, ti ricordo i tempi che hai trascorso in sala da bagno a leggere Topolino come conseguenza di questa sconsiderata azione.



Se hai seguito tutto tutto per bene, dovresti stare gustando un classico gateau di patate al costo di 1,5 euro a porzione abbondante.