sabato 5 aprile 2014

La figlia del Presidente

Via Grande archivio, 23 Napoli

Una delle ragioni per le quali è nato Cucina pop è la necessità di parlare, incontrare e conoscere i protagonisti della cucina popolare, la cucina di tutti e per tutti, che non sia necessariamente congelata nella tradizione ma che ne condivida le urgenze e le priorità. 
Abbiamo avuto il piacere di conoscere ed apprezzare, incontrandoli nella loro pizzeria due alfieri della cucina popolare napoletana: Maria Cacialli e Felice Messina.

E' stata una giornata piovosa, non c'è molta gente in giro, ma l'aria tersa della sera dona una luce diversa alla piazzetta del grande archivio; la fontana della selleria e la dimenticata Chiesa di Santa Maria Stella Maris e San Biagio ci raccontano la Napoli del risanamento e di inizio XX secolo, l'archivio generale del Regno ci parla dei Bonaparte e dei Borbone. 
Giusto al centro della Storia, Maria e suo marito Felice hanno voluto aprire il loro locale.

Maria è la figlia del Presidente, l'Ernesto Cacialli che ha fatto la storia recente della pizza napoletana, il compianto pizzaiolo che offrì ad un entusiasta Bill Clinton, allora presidente degli Stati Uniti nel 1994 a Napoli per il G7, la pizza a portafoglio. 




La pizzeria è un continuo omaggio ad Ernesto, dalle sale a lui dedicate alle foto in bella mostra un pò ovunque ai riconoscimenti accumulati in anni di carriera; a questi si aggiungono infiniti altri omaggi alla città di Napoli: immagini di Partenope, richiami alla tradizione, presepi e figuranti (siamo sempre a due passi da San Gregorio Armeno), oggetti d'altri tempi, salumi e ortaggi appesi e persino due bei terrazzini con vista che costituiscono di gran lunga l'idea più originale visto che ci troviamo in un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale.

La scala di accesso al rifugio antiaereo
dall'abitazione sovrastante
Il balconcino che si "affaccia"
su Spaccanapoli

La sala "Ernesto Cacialli"



Ci accomodiamo al tavolo ed abbiamo modo di apprezzare che al menù con le pizze classiche è abbinato un secondo menù con le pizze "speciali". Essendo la nostra prima volta da La figlia del Presidente, decidiamo di esordire con una classica margherita. Non possiamo però esimerci dal provare un panzarotto (il grande crocchè di patate napoletano) che si rivela come una dichiarazione programmatica del locale: qui si cucina popolare! 
Il panzarotto è come si preparava in tutte le case napoletane la domenica: dorato fuori, morbidissimo dentro, di vera patata, con fior di latte e prezzemolo. Eccellente. 



Il servizio, rapido e cortese, ci recapita delle margherite classiche, ampie ma non esagerate, con cornicione  tipico della zona tribunali/spaccanapoli, ricche di fior di latte. La cottura è ottima.
Una margherita ottima, ricca di fior di latte
La cottura è perfetta
All'assaggio, sarà per suggestione, ma la prima fetta ci riporta ai tempi del servizio civile presso la Caritas diocesana a largo Donnaregina, quando la pizza di Di Matteo era letteralmente il nostro pane quotidiano; proseguendo si avverte che in questa margherita c'è anche altro: la costanza di Maria, la sapienza di Felice, l'impegno della terza generazione Cacialli rappresentata dal figlio Armando. La pasta è morbida, piacevole; il pomodoro importante, dà carattere alla pizza pur non coprendo il sapore di un gustoso fior di latte. 
Accompagniamo le nostre pizze con la DAB export, una pilsner secca e luppolata di Dortmund non sempre apprezzata, ma secondo noi onestissima in questa occasione.


Nel dopo cena, scambiando quattro chiacchiere con Maria e Felice, scopriamo una donna vulcanica, intraprendente, attivissima ed un uomo pacato, curioso, appassionato; una coppia che desidera crescere professionalmente ma nel rispetto della tradizione e dei valori che il lavoro di papà Ernesto ha regalato loro. Maria ci parla delle nuove pizze con presidi slow food che a breve allieteranno gli avventori del locale e Felice del nuovo progetto di cucina classica napoletana ("Sarà un'osteria!" ci tiene a sottolineare Maria) che vedrà la luce entro l'estate a Spaccanapoli.

L'impressione che si coglie da questo piacevolissimo incontro è che Maria e Felice non solo fanno cultura proponendo cucina popolare, studiandone gli aspetti più interessanti e cercando la propria interpretazione, ma ne sono anche custodi dei riti, dei tempi e dei modi. 
Selfie con Maria Cacialli e Felice Messina
Con l'idea di tornare prestissimo per assaggiare i fritti e le pizze speciali, chiudiamo con i prezzi: 1 euro i panzarotti; 3,5 euro le margherite; 4 la birra. Più pop di così...